IL GIUSTO TEMPO. EMOZIONI ED ANSIA NEL PUERPERIO.

Nella maggior parte dei casi si porta una grande attenzione al periodo della gravidanza, al corpo e alle emozioni della donna in attesa, ma a seguito della nascita del bambino è come se quel corpo e quelle emozioni scomparissero, come se fosse considerato naturale che con il parto si concludesse in maniera improvvisa e radicale un periodo e tutto tornasse velocemente alla normalità. In realtà questo passaggio richiede un tempo di ripresa e guarigione del corpo corrispondente alle 6-8 settimane successive al parto.

Durante il terzo trimestre di gravidanza i livelli di alcuni ormoni presenti nel sangue sono triplicati. Nei cinque giorni successivi al parto tali livelli di ormoni crollano contribuendo allo sviluppo del cosiddetto maternity o baby blues, caratterizzato da tristezza, pianto, e difficoltà nel sonno. Questa reazione emotiva è molto diffusa tra le neomamme (fino all’80% dei casi), dura da 1 a 3 giorni dopo il parto e ha delle evidenti basi fisiologiche. Il baby blues non ha nulla a che vedere con la depressione post parto o i casi più gravi di psicosi post parto. Sebbene parlando di disagi psichici nel post parto si pensi facilmente (e spesso unicamente) alla depressione post parto, essa in realtà è meno diffusa rispetto ai disturbi d’ansia che possono svilupparsi dopo il parto. In questa fase l’ansia è da considerarsi una reazione comprensibile di fronte ai grandi cambiamenti di ruolo, identità ed abitudini che la neomamma vive in questo periodo. Esistono tuttavia situazioni nelle quali i sintomi ansiosi diventano molto intrusivi e disturbanti e per i quali risulta fondamentale intervenire subito.

Tra i disturbi d’ansia nel post parto, che possono comparire da subito dopo la nascita fino a 6 mesi dopo, troviamo:

-IL DISTURBO POST TRAUMATICO DA STRESS NEL POST PARTO: colpisce dall’1 al 6% delle neomamme. Nella maggior parte dei casi è causato da un trauma, reale o percepito come tale, avvenuto durante il parto come utilizzo di forcipe o ventosa, cesareo d’urgenza, sensazioni di impotenza o carenza di supporto durante il parto. Tra i sintomi troviamo: rabbia, irritabilità, difficoltà di concentrazione, problemi di sonno, ipervigilanza e soprattutto ricordi intrusivi, flashback e incubi legati al momento del parto.

-IL DISTURBO DA ATTACCHI DI PANICO NEL POST PARTO: colpisce circa il 2% delle neomamme. Tra i sintomi troviamo: tachicardia, respiro corto, dolori al petto, paura di morire.

-IL DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO NEL POST PARTO: colpisce dal 3 al 6% delle neomamme. Tra i sintomi principali troviamo la presenza di ossessioni o pensieri intrusivi persistenti e riguardanti il bambino e la presenza di compulsioni, ovvero azioni che la mamma compie per ridurre la paura e i pensieri ossessivi.

Il crollo ormonale che si verifica nelle 48 ore successive al parto svolge un ruolo nello sviluppo di disagi emotivi nel post parto, soprattutto in donne più sensibili ai cambiamenti ormonali. È importante però dire che queste emozioni tempestose fanno parte del processo di guarigione del proprio corpo a seguito del parto e dell’adattamento psichico alla nuova situazione. Per tale motivo, mamme, non vergognatevi se nelle settimane successive alla nascita del vostro bambino vi sentite in difficoltà dal punto di vista emotivo. Attraverso il parto avete superato un territorio di confine, il vostro corpo ha lavorato in maniera eccellente (e faticosa!) per creare e dare luce a una nuova vita, c’è bisogno di tempo per recuperare le energie! Nelle 6-8 settimane successive al parto il corpo svolge un intenso lavoro di recupero che è fondamentale che venga sostenuto attraverso uno stile di vita sano, tempo e coccole per sé e per il bambino e il sostegno pratico da parte delle altre persone. Riuscire a fare anche ‘solo’ una doccia con calma mentre una persona fidata tiene il bambino rappresenta un passo nel processo di guarigione e cura di sè.

E’ importante in ogni caso non ignorare le proprie emozioni, paure e preoccupazioni, soprattutto se sono invadenti e disturbanti. Ricordiamoci che dal benessere della mamma dipende il benessere della relazione e quindi del bambino! Contattare quindi uno psicoterapeuta potrebbe essere utile per liberare le proprie emozioni e trovare uno spazio per poterle rielaborare.

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