Dott.ssa Eleonora Bottosso Psicologa Psicoterapeuta

ASPETTI PSICOLOGICI NEL PASSAGGIO DALLA PMA OMOLOGA A QUELLA ETEROLOGA

2025-07-10 08:24

Dott.ssa Eleonora Bottosso psicologa psicoterapeuta

PSICOLOGIA PERINATALE, infertilita, fecondazione-assistita, pma,

ASPETTI PSICOLOGICI NEL PASSAGGIO DALLA PMA OMOLOGA A QUELLA ETEROLOGA

Il passaggio dalla fecondazione assistita omologa a quella eterologa implica un cambiamento di intervento che necessita di alcune riflessioni da parte della cop

 

Il ricorso alla fecondazione assistita eterologa, o più correttamente definita fecondazione con donazione di gameti, rappresenta una scelta terapeutica alla quale è possibile fare ricorso qualora da parte femminile, maschile, o entrambe non risulti possibile o sia altamente improbabile il raggiungimento della gravidanza. In tal caso quindi è possibile ricorrere alla donazione di gameti accedendo a cliniche pubbliche o private che si occupano di tale procedura, consentita in Italia dal 2014.

E’ importante avere chiaro che accedere alla fecondazione con donazione di gameti rappresenta una scelta che è bene che la coppia prenda in maniera ragionata e consapevole poiché presenta caratteristiche e significati specifici che devono essere compresi e discussi per evitare di evitare il confronto con la realtà dei fatti, cioè la differenza di patrimonio genetico del proprio figlio.

La fecondazione con donazione di gameti può quindi essere, in base alla propria situazione, l’unica strada individuata dalla medicina per ottenere quella gravidanza tanto sognata ma è opportuno ragionare anche sulle differenze che esistono tra una gravidanza ottenuta naturalmente o con fecondazione omologa e una gravidanza ottenuta tramite fecondazione eterologa perché chiaramente non sono la stessa cosa e sostenere che in tutti i casi è comunque una gravidanza e non esistono differenze significa negare la realtà dei fatti.

 

Parto quindi ora con una serie di frasi o domande riportate in terapia da miei pazienti, parole preziose che ci permettono di fare alcuni ragionamenti.

 

“Ho dei pensieri, delle paure, rispetto all’eterologa che quasi mi vergogno ad esprimere. Mi dicono che sono sempre esagerata, che vado in ansia per niente e che a queste cose non ci dovrei neanche pensare”

Questa sono spesso le prime parole che mi vengono dette quando vengo contattata per percorsi psicologici connessi alla donazione di gameti. Vorrei quindi rassicurare tutte/i coloro che si fanno domande a riguardo, che hanno dubbi, paure, resistenze che ciò che state vivendo in questo momento non dipende da una vostra “follia” di fondo, da una vostra “incapacità” di prendere con leggerezza il passaggio alla genitorialità ma dalla giusta valutazione critica di un percorso verso la genitorialità spesso non conosciuto e comunque diverso, che deve essere preso in considerazione facendo riferimento a tutte le sue caratteristiche perché questo significa confrontarsi con la realtà dei fatti, piuttosto che con un suo evitamento o negazione.

 

“Io alla donazione dei gameti non ci penso neanche/mi dicono di non pensare alla donazione dei gameti, questa è come una gravidanza naturale”

La fecondazione eterologa non è come una gravidanza ottenuta naturalmente, né come una gravidanza ottenuta con l’omologa. Certo, la gravidanza resta tale e quale indipendentemente dalla strada intrapresa per raggiungerla ma cambiano le sue caratteristiche, il bagaglio che portiamo con noi per poter coronare questo desiderio, il tempo passato dall’inizio della ricerca, le perdite che ci possono essere state lungo il cammino, il proprio vissuto personale, di coppia e familiare, i significati che attribuiamo alla condizione di infertilità, al ricorso alla fecondazione assistita e, in questo caso nello specifico, alla donazione di gameti. Tutti questi aspetti influenzano il nostro stato psicofisico, hanno effetti sia sul piano conscio che quello inconscio, influenzano il modo in cui viene vissuta la gravidanza e la relazione con il proprio bambino, sia in pancia che dopo la nascita. Per questo è ESSENZIALE parlare dei significati psicologici e relazionali legati alla fecondazione di gameti che non è solo una procedura medica ma che si intreccia in maniera complessa con aspetti psichici, emotivi e relazionali.

 

“Mi hanno detto che con l’eterologa devo ragionare come se fosse un’adozione”.

Abbiamo bisogno di comprendere, di fare chiarezza, di accedere ad esempi che ci permettano di capire il significato di ciò che stiamo vivendo o di una opzione che stiamo prendendo in considerazione, per tale motivo cerchiamo di individuare situazioni simili che ci permettano di meglio comprendere, ma simile non è uguale e l’adozione e la donazione di gameti sono due cose diverse. Sono diverse innanzitutto perché alla base dell’adozione c’è una esperienza traumatica all’origine della vita del bambino, una ferita originaria dell’abbandono, che ben si distingue dal concetto di dono, caratteristico invece della donazione di gameti.

Altro aspetto che differenzia l’adozione dalla donazione di gameti è rappresentato dall’esperienza della gravidanza e dalla possibilità di mantenere in ogni caso una connessione genetica con il proprio figlio, a meno che non sia una doppia eterologa, ma anche in quest’ultimo caso dobbiamo ricordare quanto i nove mesi della gravidanza possano in ogni caso influenzare ampiamente le caratteristiche del bambino e anche la manifestazione del suo DNA, come ci rivelano gli studi nell’ambito dell’epigenetica.

Tra le altri differenze dobbiamo tenere in considerazione i diversi tempi e modi necessari per accedere all’una o all’altra modalità e il fatto che il donatore o la donatrice vengono selezionati sulla base di caratteristiche fisiche analoghe ai futuri genitori, aspetto che favorisce una maggiore somiglianza fisica.

 

“Mi chiedo chi sia la donatrice/il donatore, perché abbia deciso di donare. E se fosse una cattiva persona?”

La figura del donatore o della donatrice è necessariamente da prendere in considerazione in caso di donazione di gameti poiché la sua presenza svolge un ruolo chiave nella possibilità di realizzazione del proprio desiderio di genitorialità. Non avendo la possibilità di conoscere la sua identità possono essere proiettati su di lui o lei contenuti personali che possono rappresentare proprie paure e resistenze nei confronti di questa tipologia di percorso verso la genitorialità. E’ bene esplorare tali significati all’interno di un percorso psicologico al fine di non vivere questa figura come una minaccia o come un pericolo quanto piuttosto come una persona che ha compiuto un’azione utile nei confronti della coppia, favorendo in tal modo un sentimento di gratitudine legato al concetto di dono.

 

“Non ho nessuna intenzione di dire a mio/a figlio/a come è stato/a concepito/a perché non è importante, anzi, non vorrei creargli/le dei complessi dicendo la verità”

Ogni storia di desiderio, progettualità genitoriale, fatica, individuazione di alternative, sofferenza, attivazione di risorse è una storia di valore che fa parte della propria storia familiare e, se oscurata, negata, nascosta, non solo priva la famiglia di una sua parte vitale ma anche il/la figlio/a del diritto di conoscere le sue origini. E’ importante che la coppia genitoriale comprenda i motivi che portano a mantenere tale segreto e acquisiscano informazioni corrette sulle ricerche svolte nell’ambito della narrazione delle origini in figli nati con donazione di gameti al fine di fare scelte consapevoli rispetto ad una tematica che svolge un ruolo di fondamentale importanza nella costruzione dell’identità del proprio figlio.

 

“Ho paura di continuare a pensare alla donazione e sentire quindi il/la bambino/a diverso/a e lontano/a da me”

Questo è un punto nevralgico sul quale penso sia assolutamente necessario riflettere prima di prendere delle decisioni e iniziare un percorso di eterologa. Il figlio ha assoluta necessità e diritto di essere riconosciuto dai propri genitori nelle sue caratteristiche ed unicità ed essere amato nella sua diversità. La diversità del figlio è un presupposto da tenere in considerazione in qualsiasi percorso verso la genitorialità, quindi anche quando essa è ottenuta in maniera naturale. La genitorialità non dipende dalla somiglianza fisica o psichica del figlio, che non è la riproduzione in miniatura dei genitori ma un individuo unico che ha bisogno di essere guardato, visto ed accompagnato in maniera amorevole ed accogliente nella sua crescita da parte dei propri genitori. Tale aspetto è essenziale per la costituzione della sua identità e per una sua crescita sana e serena. E’ quindi importante ragionare sul significato di genitorialità, sui bisogni e diritti del bambino, sugli aspetti necessari per creare un ambiente amorevole che supporti al meglio il suo sviluppo.

 

Ringrazio le persone che fino a questo momento si sono rivolte a me per comprendere meglio i significati psicologici legati alla genitorialità da donazione di gameti, rendendosi disponibili ad esplorare il proprio vissuto, cercando di comprendere se tale strada verso la genitorialità poteva fare per loro e preparandosi, in caso affermativo, a tale passaggio verso la genitorialità con il desiderio di predisporre al meglio e fornire al proprio figlio l’ambiente migliore in cui poter crescere.

 

Sono Eleonora Bottosso, psicologa perinatale e psicoterapeuta specializzata in infertilità e PMA. Ricevo in provincia di Reggio Emilia e online accompagnando da anni singoli e coppie nel loro viaggio verso la genitorialità. Visita il mio sito per saperne di più sul mio lavoro e scoprire in che modo posso esserti di aiuto.



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